Easter Week Oltre lo Stretto

Roma

Roma, capitale dell’Italia, è una grande città cosmopolita che non ha bisogno di presentazioni: con una storia artistica, architettonica e culturale che ha influenzato tutto il mondo e che risale a quasi 3000 anni fa. Le antiche rovine come il Foro e il Colosseo testimoniano la potenza dell’antico Impero romano. La città di Roma è senza dubbio la metropoli che possiede la più alta concentrazione di opere architettoniche, archeologiche e artistiche del mondo.Grandiosi monumenti, splendidi palazzi, sfarzose ville nobiliari, siti archeologici, suggestive piazze, musei ricchi di gioielli artistici e luoghi di culto, rendono la visita della città variegata ed emozionante. Ogni angolo, è una fonte di sorprese. in particolare nel centro storico. Nel cuore della capitale, infatti, troviamo un susseguirsi di chiese, siti archeologici e monumenti che lasceranno il turista affascinato. La maestosità del Colosseo, lo spettacolare Foro Romano e la possente Basilica di San Pietro sono solo alcune delle attrazioni turistiche più famose della Capitale.

Tra i numerosissimi luoghi di culto di Roma, le Basiliche che possiamo ammirare nelle città eterna, rappresentano preziosi scrigni di arte di notevole importanza. Costituiscono dei veri libri di storia sulla cristianità e sulle numerose vicende ad essa legata. Basilica di San PietroBasilica di San Giovanni in LateranoBasilica di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Paolo Fuori le Mura.
Altrettanto importanti sono le altre basiliche presenti nel centro storico di Roma e che meritano senza dubbio una visita accurata per la loro unicità, per la loro peculiarità artistica e storica. Grazie a questi elementi che le Basiliche formano un percorso religioso che richiama ogni anno milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo, in particolar modo quest’anno in occasione del GIUBILEO 2025. Questo importante itinerario unisce contemporaneamente un percorso storico-artistico che uno religioso-turistico. Infine si consiglia di visitarle con calma e attenzione in quanto, spesso, nei piccoli dettagli si nascondono grandi sorprese.
Ogni Basilica ha una storia che le rende uniche. Ciascuna di esse custodisce opere d’arte come pitture, sculture ma anche pregevoli Cori, Organi a Canne, Altari che formano un mosaico di colori e di luci di indubbio fascino. Maestose opere architettoniche riconosciute in tutto il mondo che fungono da grande attrazione turistica sia per i pellegrini che per i turisti alla scoperta dei mirabili capolavori della cultura cristiana.

Le Chiese presenti in tutta Roma, in particolare quelle del centro storico, costituiscono una buona parte del patrimonio artistico-architettonico della città. Il loro considerevole numero (oltre 900) ne fanno una delle metropoli con il maggior numero di chiese al mondo. Svariati gli stili architettonici che le caratterizzano andando dal medioevo, passando per il rinascimento e poi il barocco.

Trinità dei Monti si mostra in tutta la sua bellezza, ergendosi sulla parte sommitale della scalinata di Piazza di Spagna, donando una prospettiva unica e indimenticabile. Si tratta di una delle 5 chiese francofone presenti a Roma. Trinità dei Monti è senza dubbio uno dei luoghi di culto di Roma più noti, e la su bellezza architettonica insieme alla presenza di opere artistiche di grande rilevanza, ne fanno un vero e proprio scrigno di arte. La visita all’interno della chiesa non può che iniziare dai numerosi affreschi presenti all’interno delle singole cappelle laterali.

Nei dintorni di Trinità dei Monti è d’obbligo, ovviamente, scoprire le bellezze architettoniche di Piazza di Spagna. Utilizzando la metropolitana (linea A) in circa 2-3 minuti è possibile raggiunge un’altra grande e suggestiva piazza, quella del Popolo, riconoscibile dall’alto obelisco centrale e dalle due chiese “gemelle”. tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna si può accedere alla magnifica Villa Borghese, dove all’interno si trova la superba Galleria Borghese (raggiungibile con un percorso pedonale interno al parco), uno dei Musei più importanti e visitati della Capitale. A soli 10 minuti di cammino si possono visitare sia il Mausoleo di Augusto che l’Ara Pacis (e il museo omonimo).

Le Fontane di Roma rappresentano una grande patrimonio artistico per la città. Spesso al centro di piazze famose o immerse nei parchi e nelle ville, ne arricchiscono notevolmente l’aspetto estetico oltre che storico. Nel centro di Roma si possono ammirare maestose fontane come quella di Trevi, dei Quattro Fiumi al centro di Piazza Navona o quella dell’Acqua Paola nei pressi del Gianicolo. 

Non da meno sono quelle più piccole ma altrettanto famose e artisticamente rilevanti. Tra queste segnaliamo la celebre “Barcaccia” a Piazza di Spagna, la Fontana dei Tritoni a Piazza Bocca della Verità e la Fontana del Nettuno a Piazza del Popolo. Le Fontane sono frutto dell’ingegno e del talento artistico di celebri personaggi storici che hanno contribuito a donare una maggiore eleganza a tutta la città di Roma. Tra gli artisti più conosciuti senza dubbio possiamo annoverare Gian Lorenzo Bernini, Carlo Maderno, Giacomo della Porta e molti altri.

Monumenti di Roma rappresentano il più alto ed evidente segno della storia della città. Spettacolari simboli e insieme testimonianze dell’Impero Romano. Capolavori di ingegneria architettonica come il ColosseoCastel Sant’Angelo e il Pantheon, giusto per citare quelli più famosi.

Tra i monumenti di Roma, quello di realizzato in onore di Vittorio Emanuele II, conosciuto maggiormente con il nome di “Vittoriano” o “Altare della Patria”, è uno dei più visitati. Sorge alle spalle del Campidoglio, e si affaccia sulla magnifica Piazza Venezia. Fu concepito grazie ad un’idea dell’architetto Giuseppe Sacconi. Il maestoso Monumento a Vittorio Emanuele II si mostra possente al visitatore con i suoi 81 m di altezza (comprendendo le quadrighe di coronamento) e 135 di larghezza. Il monumento si può suddividere in 4 elementi principali: la scalinata, il portico superiore con le colonne e i due propilei ai lati. Gli elementi che arricchiscono artisticamente l’Altare della Patria sono alcuni simboli vegetali tra cui la palma per la vittoria, la quercia per la forza, l’alloro per la pace vittoriosa, il mirto per il sacrificio e l’ulivo per la concordia.
Nel giugno 2007 è stata allestita una terrazza panoramica, nella parte retrostante del monumento, raggiungibile con un ascensore. Da qui si può godere uno straordinario panorama a 360° sulla città di Roma; si può arrivare allo stesso punto percorrendo 196 scalini che partono dal colonnato.
Ai lati si trovano due gruppi scultorei in bronzo dorato, con soggetti tratti dal pensiero di Giuseppe Mazzini.

E’ possibile abbinare la visita del Vittoriano con il Foro di Augusto, posto su via dei Fori Imperiali e il Museo di Palazzo Venezia ospitato all’interno di Palazzo Venezia. L’edificio si affaccia su Piazza Venezia una delle più note piazze di Roma. Infine, a conclusione dell’itinerario turistico, si consiglia di visitare il Campidoglio e i Musei Capitolini, alle spalle del Vittoriano.

Nelle vicinanze del Vittoriano si possono visitare altri pregevoli monumenti e siti archeologici tra cui il famosissimo Foro Romano, anch’esso disposto su Via dei Fori Imperiali. A circa 350 m dall’Altare della Patria si trova il Teatro di Marcello. Infine vicinissimo al Vittoriano, nei pressi del Foro di Traiano, si potrà ammirare la Colonna Traiana. Infine in circa 10 minuti si potrà ammirare il maestoso Pantheon uno dei monumenti più apprezzati e visitai della città.L’Arco di Tito è uno dei più importanti archi di trionfo presenti a Roma, ed è uno più noti della capitale. Costruito nel I d.C., si trova sulle pendici settentrionali del Colle Palatino ed è caratterizzato da un solo fornice (una sola arcata). Rappresenta uno dei capolavori dell’arte romana, nonché il monumento-simbolo dell’epoca Flavia, in virtù delle innovazioni architettonico – strutturali, che artistico – scultoree.

Siti Archeologici di Roma rappresentano il più alto ed evidente segno della storia della città. Spettacolari simboli e insieme testimonianze dell’Impero Romano. I numerosi itinerari turistici che si snodano nel centro storico, permettono di ammirare questi capolavori di ingegneria architettonica unici al mondo. Come non rimanere affascinati dal grandioso Foro Romano o dai suggestivi edifici romani presenti sul Palatino.

Il Circo Massimo è uno dei monumenti più conosciuti e grandiosi di Roma. È situato tra il Colle Aventino e il Palatino e venne realizzato per la corsa dei cavalli. Nella valle sarebbe avvenuto il mitico ratto delle Sabine, in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus.

La Domus Aurea, chiamata così per l’ampio utilizzo di questo metallo durante la costruzione della villa, è uno dei monumenti più importanti dell’antica Roma. La Domus Aurea, il centro storico di Roma, le zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e la Basilica di San Paolo Fuori le Mura, sono stati inseriti nella prestigiosa lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO nel 1980.

Il Foro di Augusto è un sito archeologico che si trova sulla Via dei Fori Imperiali, tra l’Altare della Patria e il Foro Romano. Anche il Foro di Augusto ebbe la funzione di propaganda, per celebrare, attraverso sculture e decorazioni una nuova era sotto il principato di Augusto. Ottaviano aveva promesso di erigere a Roma un tempio dedicato a Marte Ultore (“Vendicatore”) in occasione della battaglia di Filippi del 42 a.C.,
Il Foro venne inaugurato, probabilmente non ancora del tutto completato, nel 2 a.C., anno nel quale Augusto ottenne il titolo di “padre della patria”.

Il tour di visita al Foro Romano può avere molte varianti e seguire percorsi non obbligati salvo seguire l’itinerario classico delle gite turistiche. Tra gli edifici che compongono lo straordinario paesaggio del Foro Romano troviamo la Basilica Emilia. Essa è l’unica basilica civile rimasta dell’epoca repubblicana a Roma anche se oggi il suo aspetto non è quello originale avendo subito lavori di restauro in epoca imperiale. Le altre basiliche simili come la Basilica Porcia, la Basilica Sempronia e la Basilica Opimia sono scomparse.

Viterbo

Sapientemente defilata rispetto ai grandi flussi turistici, Viterbo tutela con cura il proprio raccolto centro medievale plasmatosi tra il 1257 e il 1281 quando, a causa degli attriti con l’impero, delle sommosse popolari e degli scontri fra nobili, Roma era diventata malsicura e il pontificato, con tutto il corteo di cardinali e funzionari, preferì riparare qui, tra i morbidi e rassicuranti colli Cimini e Volsini.
Il fulcro della città è la piazza S. Lorenzo sulla quale prospettano il palazzo dei Papi e il Duomo di S. Lorenzo fondato, secondo la tradizione, sul sito dell’an­tico tempio di Ercole, mitico fondatore del­la città. A pochi passi si estende il quartiere San Pellegrino, straordinaria isola di architettura civile per lo più duecentesca, pressoché integra nelle forme e nei colori, con tanto di torri, bifore e scale esterne. Lo storico quartiere è il fulcro, fra aprile e maggio, della tradizionale festa di San Pellegrino in Fiore, durante la quale case e strade sono decorate da composizioni floreali.
Fra le numerose chiese viterbesi, quasi tutte di antica fondazione, quella intitolata a S. Maria della Verità racchiude superbi affreschi: nella cappella Mazzatosta, infatti, il ciclo quattrocentesco dedicato alle storie della Vergine realizzato da Lorenzo da Viterbo raffigura una teoria di personaggi di dettagliatissima fattura. A nord del centro, nella cinquecentesca Rocca Albornoz si può visitare il Museo Nazionale Etrusco, che custodisce un notevolissimo patrimonio di statue e mosaici oltre che di oggetti di uso quotidiano.

Il Palazzo dei Papi è il più importante monumento della città di Viterbo e ne è diventato il simbolo. Venne costruito in occasione del trasferimento della sede della Curia pontificia nel 1257 voluta da Papa Alessandro IV. Tale monumento nacque dall’ampliamento della sede della Curia vescovile disposto e curato da Raniero Gatti, il quale fece anche costruire una grande sala per le udienze, oggi nota come “Aula del Conclave” per il fatto di aver ospitato il primo e più lungo conclave della storia. Altra parte caratteristica del Palazzo dei Papi è la Loggia delle benedizioni (più nota come Loggia dei Papi) eretta nel 1267: da essa si affacciava il Papa uscendo dalla Sala del Conclave. Dal 27 dicembre 2014 per la prima volta è riaperta la bellissima sala Gualterio. La stanza, interamente affrescata e caratterizzata in particolare dalla presenza dello stemma di papa Clemente VIII (1592-1605), è frutto dei lavori decisi dal Vescovo Sebastiano Gualterio di Orvieto (1551-1566) che volle ampliare la sua Curia. Agli inizi del XVII sec., inoltre, risalgono ulteriori modifiche fatte eseguire dal Card. Tiberio Muti, vescovo della città di Viterbo negli anni 1612-1636; a lui si devono ulteriori ampliamenti del Palazzo.Quando Roma diventava troppo pericolosa, i Papi preferivano scappare a Viterbo, città vicina, ricca e soprattutto sicura perché Guelfa. Il Palazzo dei Papi fu quindi fatto costruire tra il 1255 e il 1266 dal Capitano del Popolo Raniero Gatti proprio per ospitare i pontefici romani che trasformarono Viterbo in una “Piccola Roma”, la “Città dei Papi”, come viene ancora oggi chiamata. In realtà si tratta dell’allargamento del vicino Palazzo della Curia Vescovile quando Papa Alessandro IV (1254 – 1261) dovette scappare da Roma.

La Cattedrale di Viterbo si trova accanto al Palazzo dei Papi, di cui è stata per molto tempo il giusto completamento. Quando furono incoronati gli 8 papi eletti a Viterbo e sempre qui fu scomunicato Corradino di Svevia.

Il Duomo

La cattedrale sorge nel luogo dove già nel 600 c’era una chiesa dedicata a San Lorenzo, a sua volta costruita su un tempio pagano dedicato a Ercole.

Nel 1200 viene costruita l’attuale chiesa che ha una struttura romanica anche se la facciata rinascimentale del 1570 ne nasconde la vera natura. La cattedrale di Viterbo ha una particolarità: dietro l’abside centrale c’è ancora l’abside barocco con la volta affrescata e il meraviglioso Coro Barocco. Queste due aree sono state separate dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale ma sono visitabili con il biglietto a pagamento.

Il Museo del Colle del Duomo è il terzo elemento del polo che unisce il Palazzo dei Papi e la Cattedrale di San Lorenzo. Inaugurato nel 2005 raccoglie le opere archeologiche, storiche-artistiche e il tesoro dei Papi. Nella sezione archeologica sono raccolti alcuni importanti reperti di Viterbo e della Tuscia di epoca etrusca, romana e medievale. Da non perdere la il sarcofago etrusco in terracotta e la Dea dell’abbondanza di origine romana.

La Madonna della Carbonara

Nella galleria d’arte è ci sono poche ma meravigliose opere di arte locale e laziale: prima di tutto la Madonna della Carbonara, un’icona dipinta a Roma ma di scuola bizantina, la Madonna col bambino di Benvenuto di Giovanni (dipinta su foglia d’oro), la Madonna con bambino di Bartolomeo Cavarozzi e la Crocefissione di Viterbo attribuita a Michelangelo. 

Il quartiere medievale di San Pellegrino. Dal Duomo si prende via San Lorenzo dove si incontra prima Piazza della Morte e poi subito verso via La Fontaine si incrocia a destra (Via Macel Maggiore) Piazza San Carluccio con la caratteristica fontana.

Il quartiere San Pellegrino

Proprio in questo punto inizia via San Pellegrino, la strada principale del quartiere medievale: la passeggiata è un susseguirsi di “profferli” e “case a ponte“. I primi sono le caratteristiche scale esterne che portano al pianerottolo di accesso alle abitazioni e i secondi sono costruzioni che uniscono le case dei due lati di una strada creando suggestivi passaggi coperti. Molte abitazioni hanno anche i richiastri, un cortile interno al servizio di una o più abitazioni. Non mancano le Case torri, presenti in molti borghi italiani, abitazioni dei ricchi aristocratici del quartiere. Il centro del quartiere è l’omonima piazza con la chiesa, ampiamente rimaneggiata e il Palazzo degli Alessandri. Il quartiere raggiunge il massimo del suo splendore nei giorni a cavallo del 1°maggio con la manifestazione San Pellegrino in fiore. I turisti più disattenti si fermano a San Pellegrino e poi tornano indietro: pochi metri dopo, invece, si può scoprire un gioiello meno conosciuto ma altrettanto bello di Viterbo: è il quartiere di Pianoscarano, un tempo diviso da San Pellegrino dal fiume e dal Ponte del Paradosso. Il corso, ormai interrato, è stato sostituito dagli splendidi giardini. Il centro del quartiere è la piazza con la fontana del “Piano”, famosa perché fu causa della rivolta dei viterbesi contro Papa Urbano V. Un suo servo lavò un cane nella fontana che gli abitanti usavano per bere e di fronte alla rivolta popolare, il Papa fece distruggere la fontana originale e molte case.

In via S. Giovanni Decollato a Viterbo, nel prato della Valle Faul nei pressi del parcheggio di Porta Faul, si trova una scultura unica nel suo genere. “Il Risveglio” (The awakening) di Seward Johnson è composta da due enormi arti, una mano, un piede e un grande volto di un gigante che sembrano fuoriuscire dal terreno.

Il Risveglio di Seward Johnsono - Foto di Simone Ramella

Il titano realizzato in alluminio dà come l’impressione di essere rimasto intrappolato per molto tempo nelle viscere della terra e al suo risveglio sembra stia tentando di liberarsi dal sottosuolo per uscirne. Forse il senso è quello di un richiamo ad un “risveglio” collettivo delle coscienze rispetto agli avvenimenti che ci circondano.

Orvieto

Con una definizione molto suggestiva Orvieto è stata definita “la città alta e strana“.  È facile capire perché, osservando dal basso la cittadina umbra in piedi sopra la rupe di tufo sottostante. Da lontano, soprattutto di notte, sembra sospesa nel cielo mentre di giorno, appare appena appoggiata alle nuvole. Piccolo scrigno di arte, è famosa nel mondo soprattutto per il Duomo, meraviglia dell’architettura gotica europea e il Pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria idraulica.

Piccola, ordinata, accogliente, Orvieto è una meta imperdibile durante un tour in Umbria ma merita anche un intero fine settimana per godersi in tranquillità anche la Cappella di San Brizio, il Museo del Duomo, la millenaria Città sotterranea e l’eccellente gastronomia.

Meraviglia dell’arte gotica italiana, il Duomo di Orvieto rivela una straordinaria armoniosità nonostante vi abbiano lavorato 20 artisti diversi per più di 3 secoli. La costruzione, iniziata nel 1290 per dare al Corporale del Miracolo di Bolsena un posto dove essere venerato, proseguì fino alla seconda metà del 1500. Gli interventi più significativi furono di Arnolfo di Cambio, Lorenzo Maitani e l’Orcagna. Partendo dal basso si ammirano i bassorilievi con Storie del Vecchio e Nuovo Testamento e il Giudizio finale.

Duomo di Orvieto

Al centro c’è il magnifico rosone e tutto intorno i mosaici, che nonostante siano molto belli, hanno ben poco di quelli originali. L’interno contiene due cappelle fondamentali per la religione e l’arte: la Cappella del Corporale e quella di San Brizio. Il corporale della cappella è quello del Miracolo di Bolsena, macchiato dal sangue uscito da un’ostia nel 1263. Un evento fondamentale per la chiesa cattolica che fece costruire il Duomo per ospitare la reliquia e che da allora ogni 11 agosto festeggia il Corpus Domini. Il corporale e l’ostia sono conservati in un reliquario di oro, argento e smalto vero capolavoro dell’oreficeria medievale.

Il Pozzo di S. Patrizio

il Pozzo si chiama così per la somiglianza con la cavità dove il santo irlandese amava ritirarsi in preghiera.

Pozzo di San Patrizio a Orvieto

Questa meraviglia di ingegneria fu costruita nel 1527 per volere di papa Clemente VII che affidò l’incarico a Giuliano da Sangallo il Giovane. L’obiettivo era assicurare a Orvieto acqua in ogni momento dell’anno, soprattutto in previsione di un assedio come quello del Sacco di Roma da cui il Papa era appena scappato. Il pozzo, profondo 62 metri, è interamente scavato nel tufo e raggiunge l’acqua che si trova sotto la rupe su cui è costruita Orvieto. Il capolavoro del Sangallo furono le doppie scale elicoidali, ampie e indipendenti, una per la discesa e l’altra per la risalita.

Da non perdere una visita al Pozzo della Cava, un’opera idraulica voluta da Papa Clemente VII e precedente al più famoso Pozzo di San Patrizio. Si scende a 30 metri di profondità e si passeggia nei cunicoli scavati nel tufo dove si possono ammirare reperti di ogni genere, dalle ceramiche medievali alle tombe e cisterne risalenti al periodo etrusco.

Il Pozzo della Cava Orvieto

Lungo il percorso si incontrano gli ambienti che in passato erano adibiti alle diverse attività per il funzionamento del pozzo. Interessanti anche la fornace per la produzione della ceramica e il locale usato probabilmente come cisterna o silos per il grano. La visita si svolge in autonomia: pannelli illustrativi in varie lingue permettono di comprendere informazioni e curiosità in modo esaustivo.

Per 2.500 anni gli abitanti di Orvieto hanno scavato nella rupe di tufo su cui è costruita la città costruendone un’altra, sotterranea e nascosta.

Città sotterranea di Orvieto

Solo negli ultimi anni un gruppo di speleologi ha riportato alla luce un complesso labirinto formato da oltre 1200 grotte, cunicoli, pozzi e cisterne. Scoperta per caso dopo una frana, sulla Orvieto sotterranea giravano leggende ma nessuno ne aveva le prove. Oggi è possibile scoprire Orvieto sottorrannea grazie al progetto Orvieto Underground che accompagna i turisti alla scoperta di questo affascinante itinerario.

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio è un luogo magico, surreale, fantastico, situato sulla vetta di un’altura di tufo e raggiungibile solo attraverso uno stretto ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.

Soprannominata la città che muore, per via della costante erosione delle rocce di tufo su cui si trova, questa cittadella a metà strada tra Orvieto e il lago di Bolsena ha origini etrusche e medioevali. Sospesa nel tempo e nello spazio, Civita di Bagnoregio è senza dubbio uno dei borghi italiani più belli e caratteristici.

Civita di Bagnoregio fu originariamente fondata dagli etruschi 2.500 anni fa! La città a quei tempi era costituita da un solo agglomerato urbano e sul luogo dell’attuale Civita era situata l’acropoli con i templi e il foro, centro della vita civile e religiosa dell’intera urbe, mentre dove ora si trova Bagnoregio sorgeva l’abitato di Rota.

Racchiuso tra i due fiumi del Rio Chiaro e del Rio Torbido, circondato e protetto dalla Valle dei Calanchi, questo piccolo altopiano si trovava in una posizione assolutamente strategica. Inoltre la presenza della vicina foce del fiume Tevere costituiva un’importante via commerciale e di comunicazione.

Gli Etruschi stessi erano a conoscenza dell’instabilità sismica di quest’area e misero in atto alcune opere allo scopo di proteggerla dai terremoti, arginando fiumi e costruendo dei canali di scolo per il corretto deflusso delle acque piovane. I romani, a loro volta, ripresero le opere ma dopo di loro queste furono trascurate ed il territorio ebbe un rapido degrado che portò, infine, all’abbandono. Ad aggravare la situazione, il colle di tufo su cui sorge Civita è minato alla base da una continua erosione provocata sia dall’azione dei due torrenti sia da quella della pioggia e del vento. Lentamente e inesorabilmente Civita si sta sgretolando e non è certo un caso che lo scrittore Bonaventura Tecchi l’abbia definita “la città che muore”. Il meraviglioso borgo di Civita di Bagnoregio, oggi è un piccolissimo centro dove il tempo sembra essersi fermato, raggiungibile solo a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimasti e dei turisti che la visitano da tutto il mondo.

Una volta superato il ponte, il primo importante monumento che incontrerete è la Porta San Maria, sormontata da una coppia di leoni che artigliano due teste umane, simbolo dei tiranni sconfitti dai bagnoresi. Più avanti la via San Maria si apre nella piazza principale, dove si può ammirare la chiesa romanica di San Donato restaurata nel XVI secolo. Qui sono custodite opere davvero interessanti come lo stupendo Crocefisso ligneo quattrocentesco della scuola di Donatello, e un affresco della scuola del Perugino. I palazzi rinascimentali dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni si impongono nelle viuzze con le tipiche case basse con balconcini e scalette esterne tipiche dell’architettura medioevale.

Le cosa da fare e da vedere qui a Civita non mancano di certo e tra queste vi segnaliamo il piccolo Museo Antica Civitas, realizzato all’interno di una abitazione o la grotta di San Bonaventura, un’antica tomba a camera scavata a strapiombo sul muro di tufo che prende il nome da Frate Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274) biografo di San Francesco di Assisi. Si racconta che durante un suo soggiorno a Civita, San Francesco curò salvando da morte certa un giovane di nome Giovanni di Fidanza. La madre del ragazzo promise al Santo che una volta grande, il figlio sarebbe diventato un servitore di Dio. E così Giovanni divenne Frate Bonaventura da Bagnoregio.